PALAZZO VERBANIA – “GIUSTIZIA: DALLA LEGITTIMA DIFESA AL GIUSTO PROCESSO”

BrusaPelliciniIamettiGiovedì 18 dicembre scorso Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno organizzato un convegno sul tema della Giustizia, in previsione del referendum che coinvolgerà gli italiani il prossimo marzo 2026, chiamati ad esprimersi sulla separazione delle carriere nella magistratura.

Al tavolo dei relatori, introdotti da Dario Sgarbi presidente del Circolo di Fratelli d’Italia luinese, Andrea Pellicini componente della Commissione Giustizia, Elisabetta Brusa segretaria dell’Organismo Congressuale Forense, Giacomo Iametti vicepresidente Provincia Varese; in collegamento audio video il deputato alla Camera di “Lega per Salvini PremierStefano Candiani.

Presenti, fra il numeroso pubblico nella sala conferenze di Palazzo Verbania, anche Simone Castoldi sindaco di Lonate Pozzolo, Giuseppe Taldone vicesegretario regionale di Forza Italia e Davide Cataldo, segretario luinese di “Lega per Salvini Premier”.

Si è parlato, dunque, di Giustizia a 360º, perché «i prossimi mesi saranno importanti, in vista proprio degli imminenti referendum, ma anche perché affascinati dal concetto di “giusto processo”, inserito nella Costituzione con la riforma dell’Art. 111». Si tratta di un pilastro delle garanzie processuali, volto a garantire un processo equo, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali, tematiche care sia agli avvocati che ai cittadini. Qual è stato il cambiamento di passo rispetto alle regole dettate dai padri costituenti e, soprattutto, dopo la riforma della Giustizia introdotta dalla Legge Vassalli e dal Nuovo Codice di Procedura Penale (1988/’89) con l’introduzione del dibattito sulla separazione delle carriere dei magistrati?

Il quesito referendario ha lo scopo di confermare una legge costituzionale:

– i sostenitori del ritengono che la separazione delle carriere garantisca indipendenza e imparzialità; trasparenza e fiducia nella giustizia; parità delle parti (accusa e difesa)

– chi vota No (o è contrario alla riforma) teme che si tratti di una soluzione propagandistica; che la separazione possa alterare l’equilibrio attuale; che si crei un sistema ingessato e meno flessibile.

«Che cos’è il giusto processo? – Si è chiesta l’avvocata Elisabetta BrusaLa possibilità di sedersi davanti a un giudice affiancati da pubblica accusa e difensore dell’imputato, ma quando si opera all’interno di un processo mediatico si diventa responsabili di un reato prima ancora di lavorare su prove certe; è necessario, quindi, evitare che il processo avvenga fuori dall’aula di giustizia e l’avvocato difensore deve essere considerato alla pari con il pubblico ministero, senza condizionamenti». Nessuna confusione con l’idea di un pubblico ministero sganciato dalla magistratura, poiché egli non diventerà una sorta di super poliziotto, come fu Antonio Di Pietro, leader di “Italia dei valori” e simbolo di “Mani Pulite”, il quale attualmente è favorevole alla separazione delle carriere, perché: “Se fossi un imputato, vorrei essere giudicato da qualcuno che conosce tutto il percorso processuale, non solo una parte”.

Non dimentichiamo, però, che si rischia di mettere in secondo piano un tema umano del quale tutti noi dovremmo occuparci, ovvero quello del sovraffollamento delle nostre carceri, con un incremento del 130% e 78 suicidi solo nel 2025. A tutto ciò si aggiunge la mancata attuazione delle liberazioni anticipate, per la difficoltà nel trovare soluzioni accettabili a causa della tematica divisiva. «Troviamo soluzioni concrete, poiché le nostre carceri sono la facciata della nostra dignità umana. La scelta di votare SÌ è quella più corretta, pensando anche alle difficoltà connesse alle strutture detentive per i minori, per non parlare delle donne detenute, che costituiscono il 4% della popolazione carcerata e alla difficoltà di gestione all’interno di strutture pensate solo per gli uomini». Ha concluso Elisabetta Brusa.

Con la separazione delle carriere si prevede anche un nuovo sistema gestito dall’Alta Corte Disciplinare, che introdurrà un meccanismo più indipendente e strutturato e durerà in carica quattro anni senza possibilità di rinnovo. Sarà l’organo giudicante per i procedimenti disciplinari contro i magistrati, sostituendo la funzione oggi svolta dal Consiglio Superiore della Magistratura e il sorteggio è centrale per la sua composizione.

I suoi 15 membri saranno così ripartiti:

  • 3 membri scelti dal Presidente della Repubblica tra soggetti in possesso dei requisiti per l’elezione a giudice costituzionale;
  • 3 membri estratti a sorte da un elenco di giuristi (con i medesimi requisiti) compilato dal Parlamento con elezione svolta in seduta comune;
  • 3 membri sorteggiati tra magistrati del pubblico ministero con almeno 20 anni di anzianità e che abbiano esercitato (o esercitino) funzioni di legittimità;
  • 6 membri sorteggiati tra magistrati giudicanti con almeno 20 anni di anzianità e che abbiano esercitato (o esercitino) funzioni di legittimità.

Il magistrato Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, sostiene che questa sia una riforma che toglie potere alla magistratura e alcuni esponenti di sinistra, come il già presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera, una delle voci più autorevoli della sinistra italiana, ha già dichiarato che voterà SÌ al referendum, sottolineando che non si tratta di una battaglia di destra o sinistra, ma di una garanzia per la giustizia e i cittadini.

«Dobbiamo mettere in chiaro che non si tratta di una riforma punitiva – È intervenuto Giacomo IamettiSi deve garantire agli indagati un processo giusto, che si può svolgere dando piena operatività ai magistrati, ma anche agli avvocati. Vogliamo parlare di come spesso alcune persone siano rovinate anche da un solo giorno di custodia cautelare? Ricordiamoci anche della responsabilità della stampa, con giornali che si occupano di inchieste “di grido”. Mi auguro che questa riforma abbia ricadute concrete anche nella vita dei cittadini, ma soprattutto sull’aspetto formativo per le nuove generazioni».

«Questo referendum consentirà ai cittadini di poter liberare la magistratura dai vincoli politici, anche se ci sono questioni che appartengono alla quotidianità, come quello della legittima difesa, con la condanna di chi reagisce di fronte ad un’aggressione subita. – Così è intervenuto Stefano Candiani in video collegamento – Non si tratta di leggi scritte male, ma di leggi che lasciano aperto un aspetto legato alla loro interpretazione/applicazione. Nel caso della legittima difesa, la riforma del 2019 ha introdotto la “presunzione di proporzionalità”, applicata principalmente nella legittima difesa domiciliare: l’uso di un’arma legittimamente detenuta è proporzionato se si difendono la propria incolumità, i propri beni da un’intrusione violenta o minacciosa nel proprio domicilio o nel luogo di lavoro».

Andrea Pellicini, nel sottolineare l’importanza della priorità attribuita al merito nel sorteggio sulla composizione dell’Alta Corte Disciplinare, ha posto l’attenzione sul fatto che questa riforma non interviene sulla carcerazione preventiva. È pur vero che in questi anni è stato introdotto il cosiddetto “interrogatorio preventivo”, ma si auspica che sia inserito come regola: «Essere interrogati prima di essere arrestati eviterebbe traumi terribili e casi drammatici di carcerazioni preventive ingiuste», anche perché dei 62 mila detenuti attuali, 17 mila sono in attesa di giudizio, in virtù della presunzione di innocenza.

«Tutti vogliamo essere sicuri di essere giudicati in modo sereno e non ideologico» Questo si è augurato Giuseppe Taldone, vicesegretario regionale di Forza Italia, intervenuto a fine serata.

«Organizzeremo altri incontri per un dibattito completo anche con la presenza di sostenitori del NO» Gli ha fatto eco Pellicini, citando lo scrittore Piero Chiara, il quale fu uno dei primi a parlare di Giustizia nel suo romanzo “Il pretore di Cuvio”, anche se il clima boccaccesco della trama poco ha a che vedere con la preoccupante tematica sulla giustizia di cui si è parlato durante il convegno.

This entry was posted in Senza categoria. Bookmark the permalink.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>