Questo è il titolo di un progetto che, da ottobre 2025 e per tutto il 2026, ruoterà attorno ad un’opera imponente: stiamo parlando di due metri e dieci di legno scolpito realizzato nel 1760 da Giovanni Maria Franzosini: un’opera neoclassica divenuta “relitto vitale, sopravvissuto al tempo più che accolto dalla storia” e attorno al quale si è formata una comunità provvisoria di artisti che “trasformano la cura in conoscenza e il fare in relazione”.
Questa iniziativa, che ha preso forma al Civico Museo (MuMa) maccagnese, ruota attorno all’imponente scultura lignea proveniente dalla tenuta Petrolo di Ticinallo e nascosta accanto ad una vecchia Fiat 500, insieme ad altri oggetti “dimenticati”.
Sarà un’“occasione di incontro, di riflessione e di creazione condivisa” grazie ad un laboratorio di restauro, visibile al pubblico e coordinato dal Restauratore capo Franco Sartori, affinché diventi “gesto collettivo, esperienza da osservare, comprendere e vivere”.
In questo m
odo quella che avrebbe potuto essere una semplice mostra, diventa “una sequenza di incontri, di gesti, di dialoghi… Attorno all’opera prende forma una comunità provvisoria di ricerca composta da artisti, restauratori, studiosi e cittadini… diventa un esperimento di creazione collettiva e di confronto pubblico… si riscopre la dimensione condivisa dell’arte: un gesto che unisce, trasforma e genera conoscenza”.
Per conoscere e condividere le varie fasi del progetto, curato da Francesca Petrolo, Franco Sartori, Ermanno Cristini e Umberto Cavenago, è stato realizzato il sito, www.faticainutile.org, ricco di informazioni e di documentazione fotografica.
Qui, invece, una foto dell’eroe scattata dalla sottoscritta durante una visita alla tenuta Petrolo nel mese di luglio 2018.

